Davanti al mare.

Lavora con amore il legno, donandogli la vita in un piccolo atelier sul lungomare di Barcola a Trieste.
La sua cifra espressiva è la gentilezza, che lo scultore triestino Edoardo Coral svela nel tornire le forme con un approccio morbido, convincente, dotato di eleganza.Intaglia tutti i tipi di legno, ma predilige il pino cembro e il cedro del Libano, secondo una passione trasmessagli fin dall’infanzia dal padre.
Dopo essersi dedicato per vent’anni completamente alla musica (è diplomato in corno al Conservatorio di Trieste), ha studiato disegno e pittura e nel 2000 ha iniziato a dedicarsi alla scultura, forgiando dapprima i legni portati a riva dalle mareggiate. Tra i primi pezzi raccolti sulla spiaggia, uno aveva la forma di conchiglia, un tema ripreso spesso dall’artista nelle sue opere e reinterpretato abilmente nella grande dimensione anche attraverso l’uso di più qualità di legno assemblate insieme con gusto e proprietà. Fino a farla divenire, mediante l’essenzialità della forma, una sorta di fiore del mare. La grande misura è infatti spesso una caratteristica delle sue figure femminili, agili, snelle, eleganti, essenziali e neoromantiche, colte in un atteggiamento o caratterizzate da un particolare dell’abito o dell’acconciatura, che raccontano tutto un temperamento, a volte una vita oppure simbolizzano il sogno e l’ideale.
Ma Coral ha ancora una passione: raccogliere nei vecchi fienili e nei magazzini antichi legni e ridare loro nuova dignità, assemblandoli a legni nuovi soprattutto per realizzare degli originali “paesaggi lignei” e degli originali totem, di sapore tecnologico e quasi etnico, che ricordano le invenzioni di Brancusi e dell’arte africana.
Alcune opere sono anche delicatamente dedicate al tema sacro: una Madonnina si trova nella Chiesa di S.Bartolomeo a Barcola (Trieste), un’altra nel refettorio del Convento della Chiesa di Gretta a Trieste e un’altra ancora nel Convento di suore di clausura ad Attimis (Udine), mentre un suo crocifisso è stato posizionato davanti alla Chiesa di Conconello (Trieste).
A far scaturire nell’artista l’esigenza di scolpire fu l’emozionante incontro, avvenuto a Sauris un pò di anni fà, con lo scultore Ermanno Plozzer: da quel momento la vita creativa e artistica di Coral è cambiata, passando dalle note musicali all’amore per la forma e per il legno, che lo scultore lavora sempre e solo completamente a mano, anche là dove potrebbe servirsi di strumenti e tecnologie avanzate. Una o due settimane per realizzare un solo pezzo e “vivere dall’inizio alla fine tutta la scultura manualmente”.
Con purezza, davanti al mare.

di Marianna Accerboni


L’esaltazione nella forza dello scalpello:
L’impegno scultoreo di Edoardo Coral

Entità che parlano da una profonda dimensione del tempo come fossero la sopravvivenza di un mondo silenzioso: queste le sculture di Edoardo Coral. Egli tratta da esperto la sua materia (il legno), facendo attenzione alle masse, ai delinearsi dei piani, alla luminosità, per far emergere quei soggetti che trovano spazio nella sua fantasia, razionale orchestrazione di elementi rappresentativi dunque, che sono caratteri percettibili nelle opere di Coral. Di forte impeto visivo, le opere di Edoardo, anche per le loro dimensioni, sprigionano energia e vitalità. Ciascun personaggio racconta il tempo alla ricerca di se stesso e della propria dimensione, che tende ad imprimere nelle forme vibrazioni e significati che interpretano il mondo circostante, delle figure di giovani donne quasi surreali, alla ballerine, conchiglie pesci dalle forme a volte sintetiche a volte dettagliate. L’arte scultorea di Coral è caratterizzata da uno stile a tutto tondo, dal quale oltre al vigoroso plasticismo classico, emergono una straordinaria forza espressiva ed una vibrante semplicità, che conferiscono alle sue opere un’incantata purezza ed uno struggente lirismo che egli riesce sempre a darci in una ben equilibrata armoniosità e spazialità con ricchezza di sentimenti. La sua arte, non si rifà ne ai classici ne ai canoni a volte rigidi delle scuole correnti; tende come si evidenzia dai stessi suoi lavori, a seguire una tradizione che porti però i segni del tempo in cui viviamo, evidenziata comunque dalla propria personalità. “Scolpire è togliere ha detto qualcuno” e Coral riduce, leviga, assottiglia la materia, quella frenesia nelle dita, rapidi colpi di scalpello che aggrediscono quasi la materia, ne sono usciti pezzi di senza dubbio valido interesse. Dunque, Coral interroga la realtà, persone, cose, per poi rappresentarle nel legno come espressioni plastiche e armoniche. In diverse sue sculture la cura del dettaglio ha una funzione importante quella di far vibrare ogni centimetro di materia dandole così l’effetto voluto, specie nei gruppi dove il legno si impegna e si abbandona plasmato a tradurre l’energia. Ecco dunque delinearsi la semplicità e la purezza delle linee che esprimono nella loro continuità l’amore per la natura che lo circonda. Quel mare che senza dubbio lo ha ispirato più volte, tra conchiglie pesci sirene, che sembrano aver mutato aspetto, tracciati della natura si muovono in uno spazio plastico quasi a voler sfuggire al loro destino, che si esalta nella forza dello scalpello. Dunque, una sorpresa continua l’incontro con Edoardo Coral e le opere di questo interessante scultore triestino, che tratta i suoi temi con significazione passata attraverso le proprie mani.

di Diego Valentinuzzi


Coral

Per venti anni ha studiato musica, diplomandosi pure al Conservatorio, poi a Sauris ha conosciuto lo scultore del legno Ermanno Plozzer e la creatività di Edoardo Coral ha cambiato strada, scegliendo quella della scultura. Solo scultura del legno, realizzata sempre esclusivamente a mano, che Coral pratica da undici anni e che alla Sala Comunale d’Arte propone attraverso una rassegna che visualizza il suo lavoro e le tematiche preferite: le conchiglie, la figura femminile, i personaggi religiosi. Ma sono i “totem” i lavori più convincenti e originali di Coral: composizioni lignee di grande dimensione che assemblano antichi legni raccolti in vecchi fienili con legni nuovi, mixandoli in un linguaggio tecnologico e realizzando composizioni di indubbio gusto estetico e valenza artistica originale . L’impronta è quella di una eleganza frutto di una essenziale morbidezza complessiva che trova nel cedro del Libano la materia prima ideale, mentre il risultato è un manufatto artistico di forte impatto plastico e che attraverso il legno “vive” accanto al fruitore. Coral arrichisce il suo lavoro con un personale impegno solidaristico rivolto ai più svantaggiati, dimostrando nobiltà d’animo e come la generosità sempre faccia bene alla creatività.

di Franco Rosso